c'è un intruso!

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come fregare il cacciatore

lunedì 24 maggio 2010

Mangia la carnina...


Questa è la copertina del libro Indovina chi c'è nel piatto. Ecco perché non mangiamo gli animali, scritto e illustrato (benissimo) da Ruby Roth e pubblicato dalle Edizioni Sonda, Casale Monferrato, 2010, 52 pagine, € 14,90; è la versione italiana dell'originale uscito nel 2009 negli Stati Uniti. Riporta a epigrafe in seconda di copertina una frase di George Bernard Shaw ("Gli animali sono miei amici, e io non mangio i miei amici") e in terza di copertina una di Leonardo da Vinci ("Fin dalla tenera età ho rifiutato di mangiare carne e verrà il giorno in cui uomini come me guarderanno all'uccisione degli animali nello stesso modo in cui oggi si guarda all'uccisione degli uomini").
Il libro si rivolge direttamente ai bambini a partire dai cinque anni fino agli otto-nove (per quanto riguarda i consigli contenuti nelle ultime pagine Cosa puoi fare tu?) e lo fa in maniera estremamente chiara e semplice, ma non semplicistica. Parte dalle situazioni di cui i bambini hanno diretta esperienza per allargare il discorso piano piano al mondo intero in brevi capitoli (Gli animali di casa, Le famiglie di animali, I polli, I tacchini, Le quaglie, Le anatre e le oche, I maiali, Le mucche, L'oceano, I pesci, La foresta tropicale, Le specie in via di estinzione).
Riporto come esempio il capitoletto sui maiali:
"Dovrebbe essere un complimento essere chiamato 'maiale'! I maiali sono tra le specie animali più intelligenti, pulite e sensibili del pianeta. I maiali liberi vivono con la loro famiglia e i loro amici. Fiutando e grugnendo, riconoscono anche da lontano le voci gli uni degli altri. Rovistano in giro per cercare il cibo, lottano e giocano alla luce del sole, ma diversamente da noi non sudano quando si agitano. Si rotolano nel fango per rinfrescarsi. Un maiale ricoperto di fango è un maiale saggio che si prende cura di sé.
Negli allevamenti i maiali rischiano di trascorrere tutta la vita da soli, ingrassando in un recinto così minuscolo che non permette loro nemmeno di girarsi. Un maiale libero non fa i propri bisogni dove mangia o dorme, ma se è prigioniero in un allevamento non ha altra scelta.
I maiali hanno bisogno di luce, suoni, e di contatto con gli altri. A volte si rannicchiano così vicini che è difficile separarli.
L'amore fa parte della loro natura."
Tutte le pagine sono illustrate, anzi il testo è spesso inserito all'interno delle illustrazioni, che non sono mai edulcoratamente realistiche né ricattatoriamente crude: l'autrice ha privilegiato un realismo psicologico ed emotivo che riesce a essere sottilmente perturbante e spesso struggentemente poetico (le immagini dei tacchini che guardano la luna o delle oche in gabbia che sospirano il cielo, ad esempio).
Nelle ultime pagine, come accennato, sono riportati una serie di consigli utili per innescare una "guerriglia vegetariana" in famiglia e a scuola, per la quale, se il libro non è per voi e i vostri figli ma è un regalo per vostro/a nipote, sarete profondamente odiati da quella stronza di vostra cognata (sì, quella che si chiama Deborah o Jessica, che dice al pargolo "amorrre, mangia la carnina con la sua impanatura croccantina" e che è tanto simile al personaggio "oglioìre" - lì ancora in fase pre-parto - di cui al primo flusso di coscienza del bel racconto di Zio Scriba "PUNTIDIVISTA")

5 commenti:

Sleeper ha detto...

Il vegetarianesimo (si dice così?) sta un po' alla volta prendendo piede ma credo non riusicrà mai a smuovere i più accaniti. Viviamo in una società che ci impone di mangiare carne, dicendoci che è necessaria per l'alimentazione, quando recenti studi affermano il contrario, anzi la collegano all'insorgere di cancro etc.

Come hai scritto già la gente rimane sconvolta dall'idea che qualcuno possa non mangiare carne, ancora di più se la inviti a capire e condividere il tuo pensiero.

Gunther ha detto...

io ho una cognata cosi, che faccio? come quella che dici

Tullix ha detto...

@Sleeper: è una lunga marcia. "eppur bisogna andar".

@Gunther: la decognatizzazione spesso è un'arte (il rischio è di finire come in quella foto di "La Napoli di Bellavista": "Rovinato dal cognato") in questa Italia che spesso è ancora quella sulla cui bandiera per Leo Longanesi andava scritto "Tengo famiglia". A me è andata abbastanza bene, perché il marito di mia sorella è stato sbattuto fuori casa dalla medesima per alcolismo (di lui) e dal fratello e moglie della mia ex-moglie ho preso di gusto le distanze con la scusa del divorzio. Se non ci sono gatti in casa, però, a volte funziona anche il Baygon.

Zio Scriba ha detto...

E' bastato il tuo titolo per farmi rivivere un incubo dell'infanzia: la "carnaccia schifosa" che masticavo masticavo e non voleva saperne di "andare giù", e la mia povera mamma, persona meravigliosa ma non certo geniale, che non mi faceva alzare da tavola finché non avevo finito. Considerando che amo anche gli animali non sarebbe per me un grande eroismo astenermi del tutto, però confesso che qualche strappo, se a cucinarla bene è qualcuno che mi ospita, ogni tanto lo faccio. Ma dipendesse da me non ne comprerei mai, sono amante della pasta, di uova e latticini, di dolci e di frutta. Mi piace però pensare che sono già vegetariano così: se tutti ne mangiassero "tanta" quanto me l'allevamento e la macellazione avrebbero cessato da secoli di essere attività remunerative, sarebbero tutti falliti (o riconvertiti) da un bel pezzo.
Penso poi a quel filosofo che diceva "noi siamo quello che mangiamo". Sarà un caso, ma i supercarnivori che ho conosciuto erano e sono tutti persone "sanguigne" nel senso negativo del termine.

p.s. grazie per la citazione del mio racconto!

fizzi ha detto...

ah| io la carnina,100 grammi cotta a bagnomaria, facevo finta di mangiarla la sputavo sotto il tavolo,con grande gioia del gatto di nonna.Avevo sei anni, a 14 ho proclamato che non "potevo mangiare la carne di maiale".Sono vegetariana ad honorem e vegana anche per rispetto di me stessa,tengo alla mia salute e come ha dichiarato Madonna tratto il mio corpo come un tempio. e ho una salute di ferro.Le mammine /cognatine si sono dimenticate degli ormoni negli omogeneizzati? Quelli che han fatto crescere tette a neonati maschi per l'anagrafe?.
@ Gunther: è la sorella di tua moglie?la moglie di tuo fratello? il dosaggio del Baygon cambia...