c'è un intruso!

c'è un intruso!
come fregare il cacciatore

martedì 30 novembre 2010

Omaggio a Monicelli


video

Giù il cappello davanti a un grande regista e a un grandissimo uomo,
un "hombre vertical" fino alla fine,
in questo tempo di miserabili e sconci nanetti.

lunedì 29 novembre 2010

...sognare, forse

Macrì Nadia, ex escort bolognese ventisettenne bionda con neo sul lato sinistro del labbro superiore ha raccontato a Sky/Tg24 il percorso che ha portato al suo congiungimento carnale con tale Berlusconi Silvio, in arte Presidente del Consiglio, per la somma di € 5.000,00 (diconsi Cinquemila/00):
1. Avvicinamento al semaforo da parte di guardia di Lele Mora
2. Incontro con Lele Mora
3. Selezione approfondita da parte di Emilio Fede
4. Messa in lista d'attesa
5. Telefonata da parte dell'utilizzatore finale.
Nella telefonata il suddetto utilizzatore esordiva con:

"Sono il sogno degli italiani. Sono il Presidente"

Mentre l'Associazione Psicoanalitica Italiana, l'Associazione Italiana di Psicologia Analitica e l'Associazione Italiana di Psicologia e Psicoterapia ringraziano per la grande mole di lavoro che viene assicurata ai loro iscritti, si registra un'impennata nel numero di casi di insonnia e nel consumo di caffeina e altri stimolanti e coadiutori dello stato di veglia. Sono in aumento altresì i casi di cittadini che si rivolgono a notai e tribunali per le pratiche di divorzio dal proprio inconscio.

Riportiamo qui sotto un'immagine edulcorata della terribile minaccia onirica incombente.


sabato 27 novembre 2010

Berlusconi:" Non riusciranno ad eliminarmi"





Sto cercando di contattare Vil Coyote e la ACME.

martedì 23 novembre 2010

COPIO, INCOLLO E COMMENTO

Gentili telespettatori, Vi comunichiamo che Report torna domenica 9 Marzo alle 21.30 su RAI TRE.
La puntata si intitola “TERRA BRUCIATA”
di Bernardo Iovene.
Segue Sinossi:
In Campania ci sono 2.551 siti potenzialmente contaminati, il doppio della Lombardia che ne ha 1.300, la maggior parte sono concentrati tra le province di Napoli e Caserta, nella piana campana, dove le falde acquifere, sia quella superficiale che quella profonda, sono inquinate da sversamenti di liquidi pericolosi e cancerogeni. I comuni coinvolti sono 80, sui terreni agricoli sono stati spalmati i fanghi industriali venduti come compost. In esclusiva, Bernardo Iovene ha intervistato i titolari della ditta accusati di aver sversato nelle campagne e nei canali centinaia di tonnellate di rifiuti tossici.
Ad occuparsi della bonifica è il Commissario per l?Emergenza delle Bonifiche che dal 2000 al 31 gennaio 2008 è stato il presidente della regione: Bassolino.
Fino ad oggi non è stato bonificato nulla. Le ditte incaricate hanno assunto centinaia di Lavoratori Socialmente Utili, ma per 5 anni sono stati inutilizzati. pochi lavori eseguiti di rimozione di rifiuti, sono stati assegnati a ditte esterne. Lavori pagati 3 volte.
Intanto nelle zone contaminate aumenta la mortalità e il rischio di malformazioni congenite, ma studi sul territorio non sono mai stati fatti.
Un disastro costruito da imprenditori criminali, politici incapaci o corrotti, pubblici funzionari fannulloni, con la complicità di contadini sprovveduti e cittadini omertosi.
La Goodnews di questa settimana si intitola “RIGENERIAMOCI?” di Giuliano Marrucci.
Se per smaltire i rifiuti solidi urbani dobbiamo andare a lezione dai tedeschi, c?è invece un rifiuto altamente inquinante che solo noi italiani siamo riusciti a trattare come si deve l?olio lubrificante usato. Se raccolto adeguatamente può essere rigenerato e tornare sul mercato.
Vi informiamo inoltre che sono previste le repliche di questa puntata su Raisat Extra canale 120 piattaforma Sky nei seguenti giorni:
Lunedì 10 marzo alle ore 10.00 e alle ore 21.00 Vi ricordiamo che sul nostro sito di Report potete trovare la trascrizione integrale dei testi ed i video delle nostre inchieste.


Questo comunicato è del 2008: mi pare chiaro che le cose dette da Saviano lunedì sera a "Vieni via con me" sono anni che girano; perchè siamo stati così sordi e ciechi in tutti questi anni?
Cosa avevamo da fare di così importante da lasciar passare una situazione così grave come fosse l'ennesima scocciatura ambientalista?
Sono felice che quasi 10 milioni di miei simili ieri sera abbiano ascoltato le parole di Roberto Saviano, speriamo serva a qualcosa stavolta.

lunedì 22 novembre 2010

Adda passà a nuttata...


(...)Che cos'è l'amor
è la Ramona che entra in campo
e come una vaiassa a colpo grosso
te la muove e te la squassa
ha i tacchi alti e il culo basso
la panza nuda e si dimena
scuote la testa da invasata
col consesso
dell'amica sua fidata

Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
vampiro nella vigna
sottrattor nella cucina
son monarca e son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo
con dignità da rey (...)

Vinicio Capossela. Che coss'è l'amor

Il termine vaiassa (o vajassa) può essere interpretato essenzialmente in tre modi:
- come serva di casa (nel 1604 appare un poema eroicomico dialettale sulle serve "Vaiasseide" ad opera di Giulio Cesare Cortese);
- come prostituta nel gergo della malavita napoletana di fine '800;
- come abitante del basso (vascio, quindi vasciajola) e quindi donna volgare, sboccata e propensa ad appiccecarse con le altre donne in bisticci che coinvolgevano strade e quartieri.
Il senso corrente dovrebbe essere quest'ultimo, suffragato indirettamente anche dalla presenza di uno strumento popolare detto scetavajasse ovvero "sveglia-vaiasse" costituto essenzialmente da due bastoncini di legno di cui uno liscio e l'altro dentellato, anche con una serie di piattini metallici sul lato opposto alla dentellatura: lo sfregamento del secondo bastone sul primo provoca il caratteristico suono. Si accompagna in genere con altri strumenti quali il putipù (o caccavella), una sorta di tamburo a frizione costituto da una membrana tesa su una camera di risonanza in legno o in latta nella quale viene inserita una canna che viene mossa verso il basso, e il triccheballacche, formato da tre martelletti in legno intelaiati tra di loro: quello centrale è fisso, mentre i laterali, muniti di sonagli e campanellini vengono battuti contro quello fisso.
Nella foto un esempio di vaiassa nella terza accezione del termine.

sabato 20 novembre 2010

giovedì 11 novembre 2010

Finocchio?



E' chiaro che questo blog non è omofobico, anzi nemmeno ci pensiamo a fare distinzioni su questioni così private.
Qui siamo tutte persone e per noi il finocchio è una verdura e tale deve restare.

martedì 9 novembre 2010

Boicottiamo le calze del gruppo OMSA? SI'.

"Lo stabilimento di Faenza (RA) sta per essere chiuso, non per mancanza di lavoro, ma per mettere in pratica una politica di delocalizzazione all’estero della produzione. Il proprietario dell’OMSA, il signor Nerino Grassi, ha infatti deciso di spostare questo ramo di produzione in Serbia, dove ovviamente la manodopera, l’energia e il carico fiscale sono notevolmente più bassi.
Questa decisione porterà oltre 300 dipendenti, in maggior parte donne e non più giovanissime, a rimanere senza lavoro. Le prospettive di impiego nel faentino sono scarse e le autorità hanno fatto poco e niente per incentivare Grassi a rimanere in Italia o per trovare soluzioni occupazionali alternative per i dipendenti, salvo poi spendere fiumi di parole di solidarietà adesso che non c’è più niente da fare.
Da giorni le lavoratrici stanno presidiando i cancelli dell’azienda, al freddo, notte e giorno, in un tentativo disperato di impedire il trasferimento dei macchinari, (tentativo documentato anche da Striscia la Notizia sabato scorso, ma ad onor del vero il servizio è stato brevissimo e piuttosto superficiale).
Personalmente, non sono coinvolta nel problema, ma trovo sempre più allucinante che in Italia non esistano leggi che possano proteggere i lavoratori dall’essere trattati come mere fonti di reddito da lasciare in mezzo a una strada non appena si profili all’orizzonte l’eventualità di un guadagno più facile.
Le lavoratrici OMSA invitano tutte le donne ad essere solidali, boicottando i marchi Philippe Matignon – Sisi – Omsa – Golden Lady – Hue Donna – Hue Uomo – Saltallegro – Saltallegro Bebè – Serenella


Questo appello è di parecchi mesi fa, l'ho trovato in rete, avevo bisogno di sapere quali marchi boicottare, perchè questo voglio fare, NON COMPERARE QUESTE CALZE.
Il signor Nerino Grassi sta producendo calze in Serbia dove le operaie costano meno della metà che in Italia, dove non paga tasse, eppure le sue calzette sono in questi giorni in vendita in Italia ALLO STESSO PREZZO DI PRIMA, E ANCORA CON LA DICITURA "made in Italy". Intanto le ragazze di Faenza son lì sgomente e senza lavoro, senza futuro, ma la cosa più brutta è che sono senza fiducia; come fai ad averne ancora dopo una porcata del genere? Le ho viste ad Annozero e in qualche tg, sono persone che non riescono a credere di non poter essere più orgogliose del loro lavoro, erano donne che facevano, cucivano calze, le calze che ci proteggono dal freddo ma che ci fanno le gambe belle, era un orgoglio vero, mica pizza e fichi.


Allora, caro sig.Nerino Grassi, sappia che io e di sicuro tutte le donne italiane (tranne certune) le sue calze non le compreremo. Nerino, non ci sottovaluti, noi donne siamo capaci di qualsiasi cosa, lei non ha idea di cosa riusciamo a combinare soprattutto da INCAZZATE.

venerdì 5 novembre 2010

Spunto per una sciarpa da Orsi!


Voilà, 5 per lato perchè la sciarpa è molto grande

martedì 2 novembre 2010

Sweet Sacrifice | Three Flowers In A Vase,

Sweet Sacrifice | Three Flowers In A Vase

Come non essere d'accordo? Talmente perfetto questo post che non aggiungo nemmeno una virgola.

Quanto costa la Questura?

Comprare Ruby è facilissimo, per tutto il resto c'è mastercard?

lunedì 1 novembre 2010

L'UOMO CHE AMAVA LE DONNE



No, non ho nessun rimorso. Non ho mai fatto parte della società degli uomini: tutto quello che ho fatto è per le donne, perché mi è sempre piaciuto guardarle, toccarle, respirarle, godere di loro e farle godere. Le donne sono magiche, signor Lablache, e allora anch'io sono diventato un mago.


La citazione qui sopra è dal film Finalmente domenica! (Vivement Dimanche!), 1983 - l'ultimo di Truffaut - e mi pare esprima meglio di quella famosa tratta da L'uomo che amava le donne (L'homme qui amait les femmes), 1977 ("Le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il mondo in tutte le direzioni, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia"), la passione, la curiosità, l'amore incondizionato che il regista nutriva per le donne, amore di cui quello conclamato dal nostro fatiscente SB ("Amo la vita e le donne") non è ovviamente che un pallido ectoplasma che si aggira a malapena nei boudoir delle sue plurime residenze.
Truffaut amava veramente le donne e nella quasi totalità dei suoi film - con l'esclusione forse de Il ragazzo selvaggio (L'enfant sauvage), 1970 - le segue, le coccola, le scruta, le spia, le interroga, le blandisce, le rincorre, le studia, le accarezza, se ne fa sorprendere, stupire, ammaliare, salvare e tradire, fino alla morte e oltre: pensiamo solamente all'amante omicida/suicida de La signora della porta accanto (La femme d'à cotè), 1981, o alla criminale di La mia droga si chiama Julie (La sirène du Mississipi), 1969, o all'impunita di Mica scema la ragazza (Une belle fille comme moi), 1972, o all'implacabile vendicatrice di La sposa in nero (La mariée était en noir), 1967. Per non parlare dell'"estremista" Adele H., una storia d'amore (L'histoire d'Adèle H.), 1975, al reciproco La camera verde (La chambre verte), 1978, ai riflessi del tenerissimo Jules e Jim (Jules et Jim), 1962, e di Le due inglesi (Les deux Anglaises et le Continent), 1971. E le figure salvifiche di L'ultimo metrò (Le dernier métro), 1980, e di Fahrenheit 451 (id.), 1966, le amanti di Tirate sul pianista (Tirez sur le pianiste), 1960, e di La calda amante (La peau douce), 1964, e persino i primissimi palpiti di Gli anni in tasca (L'argent de poche), 1976, e di Les Mistons, 1957. Per concludere con tutti gli aspetti del femminino di Effetto notte (La nuit américaine), 1973, e soprattutto con l'esplorazione globale del suo avatar Antoine Doinel: I quattrocento colpi (Les quatre-cents coups), 1959, Antoine e Colette (Antoine et Colette, primo episodio del film collettivo L'amore a vent'anni - L'amour à vingt ans), 1962, Baci rubati (Baisers volés), 1968, Non drammatizziamo...è solo questione di corna (che il titolista italiano possa essere dannato in eterno!) (Domicile conjugal), 1970, e L'amore fugge (L'amour en fuite), 1979.
Bertrand Morane, il protagonista di L'uomo che amava le donne, vive a Montpellier e, dopo le sei di sera si occupa soltanto di donne: le incrocia, le insegue, è attratto dalle loro movenze, dall'oscillare delle loro gonne. Non è un pappagallo, un tombeur de femmes, anzi detesta quel tipo di approccio. E' riservato, cortese ma tenace, si dà un gran daffare per ottenere ascolto, un indirizzo, un appuntamento. Chi è Bertrand Morane: un casanova, un dongiovanni, un collezionista?
Che differenza c'è tra Casanova e Don Giovanni, al di là del fatto che il primo è un personaggio storico e il secondo letterario? Tirso de Molina pubblica nel 1630 "El burlador de Sevilla", stabilendo il canone, successivamente ci saranno rifacimenti e canovacci fino al "Don Giovanni" di Molière nel 1665, a quello di Corneille nel 1677, Goldoni nel 1730 ("Don Giovanni o la punizione del dissoluto"), poi Byron, Grabbe, Puskin e Dumas padre. Il Don Giovanni più famoso è però quello di Mozart del 1787 su libretto di Lorenzo da Ponte, la cui filosofia sulle donne è mirabilmente espressa nel celebre "catalogo" che il servitore Leporello illustra a Donna Elvira (Atto I, scena V):

"In Italia seicentoquaranta; / in Almagna duecento e trentuna; / cento in Francia, in Turchia novantuna; / ma in Ispagna son già mille e tre. / V'han fra queste contadine, / cameriere, cittadine, / v'han contesse, baronesse, / marchesine, principesse. / E v'han donne d'ogni grado, / d'ogni forma, d'ogni età. / Nella bionda egli ha l'usanza / di lodar la gentilezza, / nelle bruna la costanza, / nella bianca la dolcezza. / Vuol d'inverno la grassotta, / vuol d'estate la magrotta; / è la grande maestosa, / la piccina e ognor vezzosa. / Delle vecchie fa conquista / pel piacer di porle in lista; / sua passion predominante / è la giovin principiante. / Non si picca - se sia ricca, / se sia brutta, se sia bella; / purché porti la gonnella, / voi sapete quel che fa."

"A Don Giovanni figura fantastica si contrappone Casanova personaggio reale: per quanto entrambi libertini, essi sono uno l'antitesi dell'altro, sono due filosofie diverse, due mondi differenti. Don Giovanni seduce, mentre Casanova è sedotto, il primo usa le donne, il secondo se ne innamora. Don Giovanni rappresenta l'illuminismo, il futuro razionale che conta quante donne ha sedotto, mentre Casanova è un personaggio dell'Ancien Régime a cui conta saper quanti orgasmi riesce a regalare alle donne e non quante ne seduce. La rivoluzione di Casanova va dall'alcova alla scrivania, nella scrittura delle sue memorie, mentre Don Giovanni si spinge oltre, sfida Dio." (Citazioni rielaborate da "Il libertino" di Stefano Torselli) Si veda sull'orgoglio luciferino del personaggio, sempre dal Don Giovanni di Mozart (Atto II, scena XVII) il dialogo tra la statua del Commendatore e Don Giovanni dopo che si sono stretti la mano:

DON GIOVANNI
Che gelo è questo mai?
STATUA
Pentiti, cangia vita
E' l'ultimo momento!
DON GIOVANNI
No, no, ch'io non mi pento,
vanne lontan da me!
STATUA
Pentiti, scellerato!
DON GIOVANNI
No, vecchio infatuato!
STATUA
Pentiti!
DON GIOVANNI
No!
STATUA
Sì!
DON GIOVANNI
No!
STATUA
Ah! Tempo più non v'è!

Allora, Bertrand Morane cos'è, un casanova o un dongiovanni? Né l'uno né l'altro, oppure l'uno e l'altro: casanova nel suo innamorarsi sempre di tutte le donne, dongiovanni nella sua impossibilità a fermarsi ("Né con te, né senza di te" era la frase chiave di La signora della porta accanto). Semplicemente un ossesso, uno che non può farne a meno, pena l'infelicità: e anche così non è mai appagato. Quel che importa è non fermarsi, come non si ferma davanti ai suoi occhi l'offerta di quei corpi, di quelle promesse, di quei misteri.
Come si vede amare le donne è questione piuttosto problematica (qui appena accennata) che richiede una certa profondità e una certa finezza, doti che attribuire al nostro nefasto SB mi pare piuttosto azzardato. Quantunque di sicuro "sua passion predominante / è la giovin principiante", per arrivare ai livelli di Don Giovanni troppa ne deve passare acqua sotto i ponti. In realtà il suo amore per le donne (e sospetto anche quello per la vita) è l'amore del collezionista di quarti di bue, mucose, orifizi e sfinteri compresi. L'amore (che - non dimentichiamolo - è il rapporto tra due soggetti - per questo complessissimo - e non tra un utilizzatore più o meno finale e un oggetto) con SB "che c'azzecca"? Piuttosto, l'ossessione-compulsione nei confronti di ragazzine insulse non assomiglia a quella dei serial killer di tipo organizzato con motivazione edonistico-dominatrice tipo Andrej Romanovic Cikatilo (53 omicidi) o Ted Bundy (36)?