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lunedì 1 novembre 2010

L'UOMO CHE AMAVA LE DONNE



No, non ho nessun rimorso. Non ho mai fatto parte della società degli uomini: tutto quello che ho fatto è per le donne, perché mi è sempre piaciuto guardarle, toccarle, respirarle, godere di loro e farle godere. Le donne sono magiche, signor Lablache, e allora anch'io sono diventato un mago.


La citazione qui sopra è dal film Finalmente domenica! (Vivement Dimanche!), 1983 - l'ultimo di Truffaut - e mi pare esprima meglio di quella famosa tratta da L'uomo che amava le donne (L'homme qui amait les femmes), 1977 ("Le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il mondo in tutte le direzioni, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia"), la passione, la curiosità, l'amore incondizionato che il regista nutriva per le donne, amore di cui quello conclamato dal nostro fatiscente SB ("Amo la vita e le donne") non è ovviamente che un pallido ectoplasma che si aggira a malapena nei boudoir delle sue plurime residenze.
Truffaut amava veramente le donne e nella quasi totalità dei suoi film - con l'esclusione forse de Il ragazzo selvaggio (L'enfant sauvage), 1970 - le segue, le coccola, le scruta, le spia, le interroga, le blandisce, le rincorre, le studia, le accarezza, se ne fa sorprendere, stupire, ammaliare, salvare e tradire, fino alla morte e oltre: pensiamo solamente all'amante omicida/suicida de La signora della porta accanto (La femme d'à cotè), 1981, o alla criminale di La mia droga si chiama Julie (La sirène du Mississipi), 1969, o all'impunita di Mica scema la ragazza (Une belle fille comme moi), 1972, o all'implacabile vendicatrice di La sposa in nero (La mariée était en noir), 1967. Per non parlare dell'"estremista" Adele H., una storia d'amore (L'histoire d'Adèle H.), 1975, al reciproco La camera verde (La chambre verte), 1978, ai riflessi del tenerissimo Jules e Jim (Jules et Jim), 1962, e di Le due inglesi (Les deux Anglaises et le Continent), 1971. E le figure salvifiche di L'ultimo metrò (Le dernier métro), 1980, e di Fahrenheit 451 (id.), 1966, le amanti di Tirate sul pianista (Tirez sur le pianiste), 1960, e di La calda amante (La peau douce), 1964, e persino i primissimi palpiti di Gli anni in tasca (L'argent de poche), 1976, e di Les Mistons, 1957. Per concludere con tutti gli aspetti del femminino di Effetto notte (La nuit américaine), 1973, e soprattutto con l'esplorazione globale del suo avatar Antoine Doinel: I quattrocento colpi (Les quatre-cents coups), 1959, Antoine e Colette (Antoine et Colette, primo episodio del film collettivo L'amore a vent'anni - L'amour à vingt ans), 1962, Baci rubati (Baisers volés), 1968, Non drammatizziamo...è solo questione di corna (che il titolista italiano possa essere dannato in eterno!) (Domicile conjugal), 1970, e L'amore fugge (L'amour en fuite), 1979.
Bertrand Morane, il protagonista di L'uomo che amava le donne, vive a Montpellier e, dopo le sei di sera si occupa soltanto di donne: le incrocia, le insegue, è attratto dalle loro movenze, dall'oscillare delle loro gonne. Non è un pappagallo, un tombeur de femmes, anzi detesta quel tipo di approccio. E' riservato, cortese ma tenace, si dà un gran daffare per ottenere ascolto, un indirizzo, un appuntamento. Chi è Bertrand Morane: un casanova, un dongiovanni, un collezionista?
Che differenza c'è tra Casanova e Don Giovanni, al di là del fatto che il primo è un personaggio storico e il secondo letterario? Tirso de Molina pubblica nel 1630 "El burlador de Sevilla", stabilendo il canone, successivamente ci saranno rifacimenti e canovacci fino al "Don Giovanni" di Molière nel 1665, a quello di Corneille nel 1677, Goldoni nel 1730 ("Don Giovanni o la punizione del dissoluto"), poi Byron, Grabbe, Puskin e Dumas padre. Il Don Giovanni più famoso è però quello di Mozart del 1787 su libretto di Lorenzo da Ponte, la cui filosofia sulle donne è mirabilmente espressa nel celebre "catalogo" che il servitore Leporello illustra a Donna Elvira (Atto I, scena V):

"In Italia seicentoquaranta; / in Almagna duecento e trentuna; / cento in Francia, in Turchia novantuna; / ma in Ispagna son già mille e tre. / V'han fra queste contadine, / cameriere, cittadine, / v'han contesse, baronesse, / marchesine, principesse. / E v'han donne d'ogni grado, / d'ogni forma, d'ogni età. / Nella bionda egli ha l'usanza / di lodar la gentilezza, / nelle bruna la costanza, / nella bianca la dolcezza. / Vuol d'inverno la grassotta, / vuol d'estate la magrotta; / è la grande maestosa, / la piccina e ognor vezzosa. / Delle vecchie fa conquista / pel piacer di porle in lista; / sua passion predominante / è la giovin principiante. / Non si picca - se sia ricca, / se sia brutta, se sia bella; / purché porti la gonnella, / voi sapete quel che fa."

"A Don Giovanni figura fantastica si contrappone Casanova personaggio reale: per quanto entrambi libertini, essi sono uno l'antitesi dell'altro, sono due filosofie diverse, due mondi differenti. Don Giovanni seduce, mentre Casanova è sedotto, il primo usa le donne, il secondo se ne innamora. Don Giovanni rappresenta l'illuminismo, il futuro razionale che conta quante donne ha sedotto, mentre Casanova è un personaggio dell'Ancien Régime a cui conta saper quanti orgasmi riesce a regalare alle donne e non quante ne seduce. La rivoluzione di Casanova va dall'alcova alla scrivania, nella scrittura delle sue memorie, mentre Don Giovanni si spinge oltre, sfida Dio." (Citazioni rielaborate da "Il libertino" di Stefano Torselli) Si veda sull'orgoglio luciferino del personaggio, sempre dal Don Giovanni di Mozart (Atto II, scena XVII) il dialogo tra la statua del Commendatore e Don Giovanni dopo che si sono stretti la mano:

DON GIOVANNI
Che gelo è questo mai?
STATUA
Pentiti, cangia vita
E' l'ultimo momento!
DON GIOVANNI
No, no, ch'io non mi pento,
vanne lontan da me!
STATUA
Pentiti, scellerato!
DON GIOVANNI
No, vecchio infatuato!
STATUA
Pentiti!
DON GIOVANNI
No!
STATUA
Sì!
DON GIOVANNI
No!
STATUA
Ah! Tempo più non v'è!

Allora, Bertrand Morane cos'è, un casanova o un dongiovanni? Né l'uno né l'altro, oppure l'uno e l'altro: casanova nel suo innamorarsi sempre di tutte le donne, dongiovanni nella sua impossibilità a fermarsi ("Né con te, né senza di te" era la frase chiave di La signora della porta accanto). Semplicemente un ossesso, uno che non può farne a meno, pena l'infelicità: e anche così non è mai appagato. Quel che importa è non fermarsi, come non si ferma davanti ai suoi occhi l'offerta di quei corpi, di quelle promesse, di quei misteri.
Come si vede amare le donne è questione piuttosto problematica (qui appena accennata) che richiede una certa profondità e una certa finezza, doti che attribuire al nostro nefasto SB mi pare piuttosto azzardato. Quantunque di sicuro "sua passion predominante / è la giovin principiante", per arrivare ai livelli di Don Giovanni troppa ne deve passare acqua sotto i ponti. In realtà il suo amore per le donne (e sospetto anche quello per la vita) è l'amore del collezionista di quarti di bue, mucose, orifizi e sfinteri compresi. L'amore (che - non dimentichiamolo - è il rapporto tra due soggetti - per questo complessissimo - e non tra un utilizzatore più o meno finale e un oggetto) con SB "che c'azzecca"? Piuttosto, l'ossessione-compulsione nei confronti di ragazzine insulse non assomiglia a quella dei serial killer di tipo organizzato con motivazione edonistico-dominatrice tipo Andrej Romanovic Cikatilo (53 omicidi) o Ted Bundy (36)?


7 commenti:

Gunther ha detto...

concordo l'ossessione per le ragazzine insulse è quello, una cosa maniacale. Amare le donne è un altra cosa...

fizzi ha detto...

Prima cosa: grazie,il tuo scritto ( chiamarlo post è riduttivo) mi ha chiarito le idee; sono giorni confusi anche per tutto quello che succede,per questo ritrovarsi al mattino sempre più spenti davanti ai giornali,spenti e sopraffatti da quintali di cacca,il massimo…(3)
Grazie per Truffaut,per averlo ricordato così bene e che peccato che non c'è più,accidenti
Don Giovanni e Casanova,ho capito finalmente la differenza, preferisco il secondo ovviamente come credo quasi tutte le donne,credo,perchè ultimamente ho qualche problema a riconoscermi serenamente nel genere,ieri ho compilato un modulo e alla voce genere ho scritto ALTRO.Al momento preferisco così.

p.s.il fatto che tu non possa sistemarmi le virgole qui nei commenti mi fa venire una gran ridarella

fizzi ha detto...

splendide foto,hai fatto un lavoro fantastico sul serio mi son dimenticata di scriverlo prima

Anonimo ha detto...

Complimenti. E' un post di classe e molto dotto.
Girolamo De Vincentiis

fizzi ha detto...

il tizio dell'ultima foto è brunovespa incazzato?

Tullix ha detto...

@Fizzi
François Truffaut, fosse vivo oggi, avrebbe 78 anni e probabilmente una ventina di altri film li avrebbe fatti, rendendoci tutti umanamente più ricchi. SB di anni ne ha 74 e fosse morto di colera 26 anni fa non ci avrebbe reso tutti umanamente più poveri.
Tra Casanova e Don Giovanni la scelta è chiara, quantunque la sfida del secondo a Dio lo renda un personaggio molto intrigante.
Il tizio dell'ultima foto doveva rappresentare la quintessenza del serial killer, ma è vero che ci si può benissimo vedere brunovespa mentre sodomizza la sua raqccolta di plastici.

Tullix ha detto...

Ops, "la sua raccolta".