c'è un intruso!

c'è un intruso!
come fregare il cacciatore

martedì 15 febbraio 2011

Nicole Minetti è una cozza pazzesca!


... (e non l'avete vista prima delle plastiche...)

L'intrepida consigliera regionale di lingua madre inglese e altre note qualità ha ora dato sfogo all'evidentemente insopprimibile vocazione di opinionista con una rubrica su Affaritaliani.it intitolata Il favoloso mondo di Nicole (parafrasando il titolo del giulebboso e furbastro film di Jean-Pierre Jeunet) e cominciando subito col confondere fiabe, favole e fumetti e relativi contenuti. Ma il pezzo forte è rappresentato dalla riflessione di profondità alberoniana sulla bellezza che "non è una qualità minore, ma un punto di forza. Non è un dettaglio estetico, ma un potere che viene da dentro" e che è quindi giusto imparare a usare.
A parte quello che ha detto domenica Margherita Buy intervistata da Lucia Annunziata durante la splendida manifestazione romana ("bisognerebbe avere orrore del potere") e senza entrare nel merito della validità storico-sociologica e morale dell'"uso" della bellezza, cosa ne sa e cosa c'entra la Minetti con la bellezza (o, come direbbe Di Pietro, "che c'azzecca")? Che sia - o sia stata - ritenuta bella da una persona universalmente nota come totalmente incapace di avvicinarsi all'area del buon gusto (e si doveva capire già da esempi come Milano 2 e Mediaset) come l'infausto presidente del consiglio che ci tocca subire (forse ancora per poco) avrebbe dovuto quantomeno insospettire. Ma vediamo le cose un po' più da vicino.


Una mandibola ben proporzionata come quella evidenziata nell'immagine di sinistra è all'incirca di uguale dimensione in altezza e in larghezza, con un andamento a parabola rovesciata abbastanza stretto, mentre quella del nostro soggetto è notevolmente sviluppata in senso frontale, specialmente in basso, conferendo al viso la caratteristica benevolmente definita "volitiva" (pensiamo a Mussolini) ma che meglio sarebbe etichettare "da bull-dog"; questo è dovuto anche allo sviluppo non armonioso degli zigomi, peraltro ritoccati, che riducono l'area orbitale contribuendo allo sviluppo di pieghe e rughe verticali alle palpebre inferiori che non dovrebbero essere presenti a 26 anni e che richiederanno presto altri costosi e scarsamente utili interventi di blefaroplastica. L'estensione della mandibola ha anche contribuito allo spostamento verso il basso e con rotazione all'esterno dei padiglioni auricolari che, quantunque semicelati dai capelli, hanno assunto la speciale configurazione "a elfo". L'osso frontale ha subito uno sviluppo a bugne che diverranno sempre più evidenti con la perdita di elasticità della pelle e con il progressivo assottigliarsi e diradarsi dei capelli, processo quest'ultimo in fase già molto avanzata. Mentre il naso, con opportune ulteriori correzioni rinoplastiche, potrà essere mantenuto sotto controllo ancora per alcuni anni, poco resta da fare per la protrusione del labbro superiore definitivamente "canottato", se non l'amputazione (che ha però il difetto di conferire al viso il poco simpatico aspetto "da lebbroso") e la successiva laboriosa ricostruzione con l'utilizzo della pelle di altre parti del corpo, specialmente quella dei glutei, che non sembrano adeguatamente dislocati in senso verticale. Anche gli arti inferiori, pur se generosamente esibiti, non paiono, nella loro magrezza, sufficientemente armoniosi.
Ma l'elemento evidentemente più sgraziato - anche se purtroppo capace di eccitare le fantasie edipiche non risolte di certi sedicenti "maschi" italioti - è l'imbarazzante ipertrofia mammaria che mai potrebbe superare il "test della matita" (come è noto il test consiste nel disporre una matita orizzontalmente sotto il seno sinistro e destro: se la matita cade significa che il muscolo pettorale è sufficientemente tonico per sostenere la ghiandola mammaria o che essa presenta il giusto equilibrio dimensionale rispetto all'azione della forza di gravità; se la matita non cade perché rimasta intrappolata sotto la piega inferiore del seno significa che la dimensione è eccessiva) e che è spesso responsabile di deformazioni anche gravi della colonna vertebrale (lordosi, cifosi, scoliosi); particolarmente notevole deve essere stato il lavoro di ingegnerizzazione sul reggiseno con utilizzo di nuovi materiali e un complesso equilibrio dinamico di tiranti e contrappesi mutuato dalle tecnologie utilizzate per i ponti sospesi. Nonostante questo, quello che non funziona è il rapporto tra la massa mammaria e la massa corporea complessiva, pericolosamente vicino all'indice di inciampo e molto oltre l'indice di ridicolo; a osservare separatamente il seno ci si aspetterebbe un conseguente andamento del resto del corpo, cosa che evidentemente non avviene: è come il trailer truffaldino di un film che non mantiene le sue promesse.
Personalmente poi, le tette della Minetti, lungi dal provocarmi la minima eccitazione erotica, mi fanno pensare al bellissimo episodio di Fellini Le tentazioni del dottor Antonio (da Boccaccio '70, 1961) con Peppino De Filippo e Anita Ekberg (lei sì "tanta", ma adeguata), con la divertente canzoncina di Nino Rota "Bevete più latte":


Se poi proprio si vuole parlare di "tettone", quanto più divertenti e ironiche quelle dei film di Russ Meyer, tipo Tura Satana (recentemente scomparsa) in Faster pussycat! Kill! Kill!, 1966 o Francesca "Kitten" Natividad in Up!, 1976…




6 commenti:

Nik ha detto...

Troppo forte l'accostamento Minetti col video "bevete più latte"!

Anonimo ha detto...

Grande l'accenno al buon gusto di Silvio.
Girolamo De Vincentiis

Sleeper ha detto...

Mi sembrava di leggere un testo universitario! ... lo fai per lavoro (dottore, chirurgo...altro?) e sei bravo a scrive o sei semplicemente bravo a (de)scrivere?

In ogni caso complimenti!

stellarossa ha detto...

è bravo a scrivere e a descrivere e fa il libraio.
Complimenti anche da me !

Sleeper ha detto...

Beh si sa che gli ottimi librai e bilbiotecari sono quelli che i libri li divorano e spesso anche quelli troppo modesti per scrivere:)

Elena ha detto...

Ahahahhahaha ridiamo per non piangere!