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come fregare il cacciatore

domenica 6 giugno 2010

Il bambino e l'acqua sporca

Lo spunto per questo post viene da un articolo di Angelo d'Orsi apparso il 2 giugno 2010 su Il Fatto Quotidiano, dal titolo "E nel terzo millennio Marx resuscitò" e che tra le altre cose segnala due libri sicuramente interessanti:
- Luigi Cortesi, Storia del comunismo. Da utopia al Termidoro sovietico, Manifestolibri, 2009, pp. 815, € 65,00 (caro!)
- L'altro novecento. Comunismo eretico e pensiero critico. I. L'età del comunismo sovietico, a cura di Pier Paolo Poggio, Jaca Book, in pubblicazione.
A questi aggiungerei: Diego Fusaro, Bentornato Marx! Rinascita di un pensiero rivoluzionario,
Bompiani, 2009, pp. 374, € 11,50.
Ricordiamo le parole di Norberto Bobbio del giugno 1989 : "O illusi, credete proprio che la fine del comunismo storico abbia posto fine al bisogno e alla sete di giustizia?". Lo spettro che continua ad aggirarsi per il mondo denuncia ancora le contraddizioni di una realtà capovolta e "continua ancora a essere la più seducente promessa di cui la filosofia moderna sia stata capace".
Adesso che sono passati due decenni dal naufragio del "socialismo reale" (peraltro Marx pensava che la rivoluzione sarebbe dovuta iniziare nel cuore del capitalismo sviluppato, al massimo delle sue contraddizioni, e non in paesi "arretrati" come la Russia del 1917 o la Cina del 1949), per la burocratizzazione e il sostanziale totalitarismo del quale ben pochi rimpianti si possono provare, si possono però iniziare a fare alcune "revisioni" e riflessioni in profondità sugli aspetti psicologici, sociologici e antropologici di una realtà troppo sbrigativamente liquidata. In questa direzione mi pare si ponga
AA.VV., Nostalgia. Saggi sul rimpianto del comunismo, a cura di Filip Modrzejewski e Monika Sznajderman, Bruno Mondadori, 2010, pp. 290, € 10,00
Il libro è diviso in due parti: la prima, intitolata "Ipocondria del cuore: nostalgia, storia e memoria" di Svetlana Boim (russa), è un saggio molto articolato che inquadra la questione "nostalgia" nei suoi aspetti psicologici, storici e culturali (i capitoli: 1. Dai soldati guariti agli inguaribili romantici: nostalgia e progresso; 2. L'angelo della storia: nostalgia e modernità; 3. Il dinosauro: nostalgia e cultura popolare; 4. Nostalgia restauratrice: complotti e ritorno alle origini; 5. Nostalgia riflessiva: realtà virtuale e memoria collettiva; 6. Nostalgia e memoria postcomunista). La seconda parte ("Racconti e testimonianze sul rimpianto del comunismo") raccoglie i punti di vista di 13 autori (albanesi, tedeschi, lituani, ucraini, estoni, romeni, polacchi, slovacchi, cechi, ungheresi, sloveni, croati) che raccontano nella "moltitudine di prospettive e voci (...) il percorso seguito dalla memoria collettiva nelle società dell'era post-comunista". A mo' di sipario tra le testimonianze sono riportate alcune divertenti voci ("Non è", "Toilette", "Trattore", "Ortalion" - un tessuto con un lato impermeabile - , "Banana") tratte dal Dizionario della Libertà. Il XX secolo nella lingua bielorussa, curato nel 1998-99 da Radio Svoboda.
Insomma, giusto buttare l'acqua sporca del bagno, ma forse un po' di fatica per trovare le tracce del bambino varrà pure la pena di farla...

(Immagine di Emanuele Fucecchi)

5 commenti:

Zio Scriba ha detto...

Il punto d’arrivo (in apparenza utopistico) dovrebbe essere questo: un Pianeta unito in cui tutti lavorano (pochissimo e bene, grazie alla tecnologia) per produrre quanto serve alla comunità mondiale, dedicando poi la maggior parte del tempo al gioco, all’arte e alla cultura, all’amore e all’amicizia, senza bisogno di capitali, speculazioni, prepotenze, competitività merdose. Se il sole, gli asteroidi e le bombe (quella atomica, quella demografica e quella tele-lobotomizzante) ci concederanno qualche miliardata di anni, forse riusciremo a eliminare ciò che ci divide in clan: le patrie escrementizie, il gretto famiglismo egoistico, le tradizioni tanto care alle scimmie beote senza fantasia, i porci Dèi assassini che ogni nazione s’è inventata come portafortuna nei massacri (che ingenui quelli che si stupiscono se i vescovi benedicono i cannoni: la religione è stata inventata PER QUELLO!) Come dico sempre, la religione NON è l’oppio dei popoli (almeno lo fosse!): la religione è L’ODIO, fra i popoli.
Ci arriveremo, a questo mondo libero, pacifico e intelligente, che a quel punto sarebbe comunista (come comunista era anche il signor gesùcristo) senza bisogno di dirlo? Senza bisogno di bandiere rosse né della dittatura di un cazzo di nessuno, men che meno del proletariato, brutta paroletta che nemmeno esisterebbe più? (paroletta che è anche una presa per il culo, visto che designa poveracci la cui unica “ricchezza” sarebbe la prole, quando la prole, in un mondo come il nostro, non è altro che un’aggravante alla povertà).
Possibile (sul lungo periodo della miliardata d’anni) ma non facile, visto che le cose merdose che ci dividono e ostacolano sono attualmente chiamate nientemeno che Valori, e valori supremi: dio, patria e famiglia!!!

pollywantsacracker ha detto...

quoto in pieno zio scriba, ma la mia risposta è: no, non ci arriveremo mai, non credo faccia parte delle prerogative del genere umano. Homo homini lupus.
Fizzy, complimentoni per la bibliografia.

Tullix ha detto...

@ Zio Scriba: alla descrizione che fai della fine della storia manca solo il "da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni". Ci arriveremo, ti chiedi, con tutto il "pessimismo della ragione"? Che posso dirti: boh?, ma facciamo "come se", usiamo "l'ottimismo della volontà", mettiamoci almeno sulla strada giusta. Altrimenti ha ragione SB e tutta la sua corte dei miracoli.

@ pollywantsacracker: magari l'uomo fosse lupo all'uomo (evidentemente Hobbes - e Plauto che citava - di etologia non sapeva niente): a parte una certa tendenza alla gerarchia - mai definitiva, però - i lupi non si ammazzano tra di loro per i Valori di cui parla Zio Scriba (e tanto per dirne una, non praticano lo stupro): i lupi sono della bella gente.
Comunque io un po' di patetica speranza per il genere umano me la curo.
Ah, Fizzi è proprio un'altra persona fisica, non un avatar. In quanto alla bibliografia, facendo io il libraio da quasi trent'anni, era proprio il minimo che potessi fare.

pollywantsacracker ha detto...

tullix: ah, non avevo capito che eravate due...ehm ehm...
in ogni caso è risaputo che noi uomini siamo la specie peggiore, io che citavo hobbes che citava plauto non intendevo ferire i lupi ;)

fizzi ha detto...

FIZZI.Sono le mie iniziali,F e Z.
Bel post,mi piace l'ottimismo della volontà,faccio sempre più fatica a fare come se,ogni tanto posso mandare fanculo e avere istinti omicidi? si?