c'è un intruso!

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come fregare il cacciatore

giovedì 5 agosto 2010

ovvero La felicità di far libri






















Elvira Sellerio
ho avuto la fortuna di conoscerla il 9 settembre del 1972 quando, approfittando di uno scalo aereo a Palermo
nel transito verso Pantelleria, la mia ex-moglie che lavorava allora nella redazione di una rivista di viaggi mi trascinò a casa sua per un'intervista al marito Enzo sulle sue bellissime fotografie. Lei arrivò durante la conversazione, carica di due borse della spesa e fu gentilissima con noi, chiedendoci se avessimo voluto fermarci a cena, cosa che riuscimmo elegantemente ad evitare. Era una donna molto bella o meglio, come direbbero i francesi charmante: chi conosce le donne siciliane di cultura, col loro italiano perfetto declinato con un accento unico, sa cosa voglio intendere (per fare un esempio "politico", la raffinatezza di Anna Finocchiaro contro la trasandatezza "interiore" di Stefania Prestigiacomo). Nel 1972 la casa editrice era stata fondata da poco ed era ancora un'esperienza di nicchia, nota essenzialmente tra i "cercatori di chicche", cosa che allora non ero, così non riuscii a cogliere tutte le sfumature tra lavoro editoriale e quotidianità che pure erano racchiuse persino nel posare con eleganza le borse del supermercato. Con gli anni, specialmente dopo che da impiegato mi reinventai libraio, imparai a conoscere e ad apprezzare sempre più il suo lavoro, le sue scelte, le sue intuizioni, le sue curiosità e soprattutto il contributo grandissimo portato alla costruzione culturale di questo sfortunato paese.
Adesso Elvira Sellerio non c'è più e tutti dobbiamo sentirci diminuiti, perché quella particolare sfumatura del patrimonio culturale umano non potrà più dispiegarsi. Stiamo aggiungendo lutti a lutti (pochi giorni fa se ne è andata anche l'immensa Suso Cecchi D'Amico e prima José Saramago) e ci sentiamo le anime come vele bucate e malandate, che faticano a fare il loro lavoro di spinta per la vita.
Adesso basta, però. Sarebbe ora che alla perdita dei "costruttori di cultura", seguisse, moltiplicata per dieci, la liberazione dai "distruttori di cultura", corruttori, inquinatori, manipolatori, mistificatori, avvelenatori, cicchitti, brambille, bondi e capezzoni vari. Se non succederà sarà un'ulteriore prova della NON esistenza di Dio.

2 commenti:

Zio Scriba ha detto...

già, temo proprio che Egli non esista... bellissimo e toccante il tuo post, riuassumibile in quel perfetto aggettivo/stato d'animo: DIMINUITI.

fizzi ha detto...

Bellissimo post Tullix, In parecchi hanno scritto solo trombonate,le tue parole sono belle e sentite ,sei stato fortunato a conoscerla,questo te lo invidio parecchio.
ciao